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Donna Holle un libro personalizzato con tuo figlio protagonista

Un fuso perduto, un piumino, una pioggia d'oro

Una fanciulla laboriosa fila tutto il giorno accanto al pozzo, finché il fuso le cade nell'acqua e lei scivola giù dietro di lui, in un prato pieno di fiori. Toglie il pane da un forno che la chiama, scuote un melo che la chiama e aiuta la vecchia Donna Holle, il cui piumino fa nevicare sul mondo. In premio riceve una pioggia d'oro. La sorellastra pigra prova la stessa strada e torna a casa tutta appiccicosa di pece.

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Palette di colori: feather-bed white, spring meadow green and shower-of-gold yellow

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Filare tutto il giorno accanto al pozzo
Filare tutto il giorno accanto al pozzo
Sprimacciare il piumino perché nevichi sul mondo
Sprimacciare il piumino perché nevichi sul mondo
La sorellastra pigra torna a casa coperta di pece
La sorellastra pigra torna a casa coperta di pece

Donna Holle: la fiaba completa

C'era una volta una vedova che aveva due figlie. Una era la sua figliastra, ed era laboriosa e buona. L'altra era la sua vera figlia, ed era pigra e non amava altro che starsene sdraiata all'ombra. La vedova voleva molto più bene alla sua vera figlia, e così era la figliastra a fare tutto il lavoro di casa.

Ogni giorno la fanciulla laboriosa doveva sedersi accanto al pozzo, lungo la strada, a filare. Filava e filava dalla mattina alla sera, finché le dita le facevano male per la stanchezza, mentre la matrigna gridava: «Ancora, ancora! Il cesto non è mica vuoto!» e la sorellastra sbadigliava distesa sulla panca sotto l'albero.

Un giorno, mentre si chinava sul pozzo per sciacquare il fuso, questo le scivolò dalle dita stanche e cadde, plof, nell'acqua, e sparì.

La fanciulla corse piangendo dalla matrigna. «L'hai lasciato cadere tu», disse la matrigna severa, «e allora tocca a te ritrovarlo.»

Così la fanciulla tornò al pozzo, si inginocchiò sul bordo e guardò giù nell'acqua. Guardò e guardò. E mentre guardava, l'acqua cominciò a luccicare e a splendere, piano piano, come una lampada dietro una finestra, e la fanciulla si sentì scivolare dolcemente giù verso la luce, come se si stesse addormentando.

Quando riaprì gli occhi, era distesa in un bellissimo prato dove splendeva il sole e crescevano migliaia di fiori. Le farfalle danzavano sull'erba, e un sentierino si allontanava serpeggiando attraverso il prato.

La fanciulla seguì il sentierino e presto arrivò a un grande forno di mattoni pieno di pane. E il pane la chiamò: «Tiraci fuori, tiraci fuori, se no bruciamo! Siamo cotti già da un pezzo!»

Allora la fanciulla prese la lunga pala di legno e tirò fuori le pagnotte una dopo l'altra, dorate e calde, e le mise in fila sull'erba a raffreddare.

Poi riprese il cammino e arrivò a un albero carico di mele. E l'albero la chiamò: «Scuotimi, scuotimi! Le mie mele sono tutte mature!»

Allora la fanciulla afferrò l'albero e lo scosse, e le mele vennero giù come pioggia finché sui rami non ne rimase neanche una. Poi le raccolse tutte in un bel mucchio ordinato e proseguì.

Finalmente arrivò a una casetta. Una vecchia guardava dalla finestra, e aveva dei denti molto grandi. La fanciulla si spaventò e voleva scappare. Ma la vecchia la chiamò con dolcezza: «Non aver paura, bambina mia. Resta con me. Se mi aiuterai bene in casa, qui starai bene. Devi solo stare attenta a rifare bene il mio letto e a scuotere forte il piumino, così che le piume volino. Perché quando volano le piume, sul mondo nevica. Io sono Donna Holle.»

La vecchia parlava con tanta gentilezza che la fanciulla si fece coraggio, entrò e restò ad aiutarla. Faceva tutto proprio come piaceva a Donna Holle. Ogni mattina apriva la finestra e scuoteva il grande piumino bianco così forte che le piume volavano via come fiocchi di neve, e laggiù, lontano lontano, sul mondo nevicava. E Donna Holle era sempre buona con lei: mai una parola cattiva, e ogni giorno arrosto, stufato e tante cose buone da mangiare.

La fanciulla visse a lungo con Donna Holle. Ma dopo un po' cominciò a sentirsi triste, e all'inizio non sapeva perché. Poi capì: aveva nostalgia di casa. Anche se lì stava mille volte meglio, desiderava tornare.

Alla fine disse: «Donna Holle, sono stata tanto felice qui, ma adesso vorrei tornare dai miei.»

«Mi fa piacere che tu voglia tornare a casa», disse Donna Holle, «e siccome mi hai servita così fedelmente, ti ci riporterò io stessa.»

Prese la fanciulla per mano e la condusse davanti a un grande portone. Il portone si aprì e, proprio mentre la fanciulla ci stava sotto, cadde una pioggia d'oro, e tutto l'oro le rimase attaccato addosso, tanto che ne fu coperta dalla testa ai piedi.

«Questo è per te, perché hai lavorato tanto», disse Donna Holle. E le restituì anche il fuso che le era caduto nel pozzo.

Poi il portone si chiuse, e la fanciulla si ritrovò nel mondo, poco lontano dalla casa della matrigna. Quando entrò nel cortile, il gallo stava appollaiato sul bordo del pozzo, e cantò:

«Chicchirichì! La nostra fanciulla d'oro è tornata qui!»

La matrigna e la sorellastra corsero fuori, e vedendola coperta d'oro le fecero una gran festa e vollero sapere tutto. Così la fanciulla raccontò tutto quello che le era successo.

Quando la matrigna sentì come aveva avuto tutto quell'oro, volle che anche la sua vera figlia, la pigra, avesse la stessa fortuna. Così la sorellastra pigra si sedette a filare accanto al pozzo, ci lasciò cadere il fuso apposta e scese a prenderlo.

Si svegliò nello stesso bellissimo prato e seguì lo stesso sentierino. Quando arrivò al forno, il pane la chiamò: «Tiraci fuori, tiraci fuori, se no bruciamo!» Ma la pigra sbadigliò e disse: «Non mi sporco mica le mani», e tirò dritto. Quando arrivò al melo, quello la chiamò: «Scuotimi, scuotimi! Le mie mele sono tutte mature!» Ma lei rispose: «Potrebbe cadermene una in testa», e tirò dritto.

Arrivata alla casa di Donna Holle, non ebbe paura dei denti grandi, perché ne aveva già sentito parlare, ed entrò subito. Il primo giorno lavorò un pochino, perché pensava all'oro. Il secondo giorno lavorò di meno. Il terzo giorno non volle nemmeno alzarsi la mattina. E non scosse mai il piumino così da far volare le piume.

Donna Holle se ne stancò presto e le disse che era ora di tornare a casa. La pigra era contentissima, perché pensava che ora sarebbe arrivata la pioggia d'oro. Donna Holle la condusse al grande portone. Ma quando ci fu sotto, invece dell'oro le si rovesciò addosso un grande paiolo pieno di pece nera e appiccicosa.

«Ecco la ricompensa per il tuo lavoro», disse Donna Holle, e chiuse il portone.

Così la pigra tornò a casa impiastricciata di pece dalla testa ai piedi, e quando il gallo sul pozzo la vide, cantò:

«Chicchirichì! La nostra fanciulla impeciata è tornata qui!»

La pece non veniva via, per quanto lei strofinasse. Allora la fanciulla laboriosa andò a prendere un secchio d'acqua e sapone e una spazzola. «Vieni», le disse con dolcezza, «la togliamo insieme.» Strofinarono e strofinarono, e un pochino venne via. E da quel giorno, ogni volta che la sorellastra aiutava nelle faccende, ne veniva via un altro pochino, finché alla fine non ne rimase più niente. Ormai aveva imparato ad aiutare volentieri come la sorella, e il gallo sul pozzo non ebbe più niente da cantare.

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