La Befana e la notte delle calze un libro personalizzato con tuo figlio protagonista
Una scopa, mille calze, una notte magica
Nella notte dell’Epifania la scopa della Befana si impiglia nelle luci della piazza, e il nostro protagonista corre ad aiutarla. Per ringraziare, la vecchina lo porta in volo sui tetti innevati a riempire le calze di tutto il paese, tra dolci, mandarini e risate.
Palette di colori: midnight blue, warm mandarin orange and snowy cream
Pagine di esempio
Illustrazioni di esempio di questa storia. Il tuo libro sarà illustrato con il tuo bambino come protagonista, nei colori di questa storia.



Libri di esempio
La Befana e la notte delle calze: la fiaba completa
Era la sera del 5 gennaio, e nel piccolo paese in cima alla collina la neve copriva i tetti come zucchero a velo. Le luci di Natale erano ancora appese sopra la piazza, e in tutte le case i bambini preparavano qualcosa di molto importante.
Anche Luca. Prese la sua calza di lana, quella rossa con la toppa sul tallone, e la appese al camino con una molletta. Poi, in punta di piedi, apparecchiò il tavolo di cucina: una tazza di latte caldo, ancora fumante, e un mandarino rotondo e lucido.
«Così la Befana si scalda un po’», disse alla mamma. «Fa freddo, lassù sulla scopa.»
Poi andò a letto. Ma dormire, quella notte, era proprio difficile.
Intanto, alta nel cielo, sotto una luna grande e bianca, volava la Befana. Aveva lo scialle pieno di toppe, il fazzoletto annodato sotto il mento, le scarpe tutte rotte e un sacco enorme sulla schiena. Volava sulla sua scopa e canticchiava tra sé, felice, sopra i tetti innevati e i comignoli che fumavano.
«Ecco il paese sulla collina», mormorò. «Quanti bambini, quante calze!»
Per vedere meglio scese giù, più giù, sempre più giù, sopra la piazza. Ma era scesa un po’ troppo. Le setole della scopa si impigliarono nei fili delle luci di Natale, zac, e la Befana rimase lì appesa, a dondolare come un salame in cantina, con il sacco che penzolava e le luci che si accendevano e si spegnevano tutte intorno a lei.
E sapete che cosa fece? Si mise a ridere. «Ah, che vecchia sbadata!» rideva. «Tanti anni di voli, e guarda un po’ dove sono finita!»
Si dimenò di qua e di là, finché, plop, scivolò via dai fili. Fece una capriola nell’aria e atterrò morbida morbida in un mucchio di neve, proprio nel cortile di casa di Luca.
Luca, che non dormiva affatto, aveva sentito tutto. Si infilò il cappotto sopra il pigiama, mise gli stivali e corse fuori.
«Befana! Ti sei fatta male?»
La Befana tirò fuori la testa dalla neve, tutta bianca, persino sul naso. «Io? Macché! Ma la mia povera scopa…»
La scopa era tutta aggrovigliata: un groviglio di fili e lampadine, rosso, verde e oro. Luca si inginocchiò nella neve e cominciò a sciogliere i nodi, uno alla volta, con pazienza. Un filo da qui, una lampadina da là. La Befana teneva ferma la scopa e gli faceva luce con la lanterna. Ci volle un bel po’, ma alla fine l’ultimo filo venne via, e le setole tornarono dritte e pulite.
«Bravo, bravo!» disse la Befana. «Hai le mani più svelte di tutta la collina.»
«Vieni dentro», disse Luca. «Ti ho lasciato una cosa.»
In cucina la Befana vide la tazza di latte e il mandarino, e le si illuminarono gli occhi. Si sedette, bevve il latte tutto d’un fiato, ancora tiepido, e si pulì i baffi di latte con il dorso della mano. Poi sbucciò il mandarino in un’unica lunga spirale e ne mangiò ogni spicchio, e la cucina si riempì di profumo d’arancia.
«Era proprio quello che ci voleva», disse con un sorriso grande grande. «E adesso, per ringraziarti… ti va di fare un giro con me?»
Luca non se lo fece ripetere. Salì sulla scopa dietro di lei, si aggrappò allo scialle, e via! Si alzarono sopra il cortile, sopra il campanile, sopra i tetti bianchi del paese. Il sacco saltellava dietro di loro, la luna brillava, e sotto si vedevano le finestre buie, le stradine e la piazza con le sue luci.
Scendevano da un camino e risalivano da un altro, senza fare il minimo rumore. In ogni casa addormentata c’erano le calze appese, e Luca e la Befana le riempivano: caramelle, cioccolatini, mandarini, castagne, e qualche giocattolino, una trottola, una macchinina, una bambolina di pezza.
In una casa, la Befana tirò fuori dal sacco un pezzo di carbone nero nero. Ma non era carbone vero: era carbone dolce, di zucchero.
«Questo è per chi quest’anno ha fatto qualche marachella», sussurrò strizzando l’occhio. «Una piccola, eh. Come nascondere le scarpe del papà.»
Luca prese il carbone e lo fece scivolare in una calza. Poi si guardarono e scoppiarono a ridere, così forte che dovettero tapparsi la bocca con le mani per non svegliare nessuno.
E prima di andarsene da ogni casa, la Befana faceva sempre una cosa: prendeva la scopa e spazzava il pavimento. Sotto il tavolo, davanti al camino, in tutti gli angoli. «Una casa pulita per cominciare bene l’anno», diceva. E Luca, chinato accanto a lei, raccoglieva le briciole con le mani.
Così passarono la notte, di tetto in tetto, finché il cielo cominciò a schiarire appena appena, lontano, dietro le colline.
«È ora di tornare a casa, piccolo aiutante», disse la Befana.
Atterrarono piano nel cortile. Luca corse dentro, si tolse gli stivali, si infilò sotto le coperte calde, e si rannicchiò. Dalla finestra vide la Befana alzarsi in volo sulla scopa e salutarlo con la mano, sempre più piccola, sempre più lontana, finché sparì tra le ultime stelle.
La mattina dopo era il giorno dell’Epifania. Luca saltò giù dal letto e corse al camino.
La sua calza rossa era piena fino all’orlo, così piena che la molletta faceva fatica a tenerla. Dentro c’erano caramelle e cioccolatini, un mandarino, una manciata di castagne, una trottola di legno. E in fondo, nero nero e luccicante, c’era un pezzetto di carbone dolce.
Luca lo guardò e rise di nuovo. Il pavimento davanti al camino era pulitissimo, senza una sola briciola. E sul tavolo di cucina, accanto alla tazza vuota, c’era una lunga buccia di mandarino, arrotolata come una spirale.
Personaggi per la tua famiglia
Aggiungi queste persone al libro e interpreteranno questi personaggi, con i loro volti. Chiunque altro aggiungi entrerà nella storia nei propri panni, accanto al protagonista.
- La Befana — adatto a: Nonna, Zia, Mamma, Qualcun altro